Solo sei i comuni in Sicilia che gestiscono il TPL direttamente con aziende pubbliche: Messina, Taormina, Palermo, Catania, Trapani e Marsala. Una minoranza “virtuosa” che ha scelto la via della gestione pubblica per garantire efficienza, controllo e qualità del servizio garantendo concretamente il diritto costituzionale alla mobilità.
L’esperienza di Taormina e Messina parla da sola. A Taormina, grazie all’ASM, il Comune riesce già a collegare con successo i territori vicini come Letojanni, Giardini Naxos, Gaggi e Castelmola, favorendo una mobilità integrata e sostenibile tra comuni turisticamente connessi. Un modello che consente ai turisti di muoversi agevolmente senza auto e ai cittadini dei comuni limitrofi di accedere ai servizi con maggiore facilità.
A Messina, invece, l’ATM ha già esteso una linea fino a Villafranca Tirrena, ma fino a poco tempo fa non era possibile caricare o scaricare passeggeri nel tragitto, pur passando e sostando nel territorio. “Assurdità legislative che la nostra norma avrebbe corretto, favorendo una mobilità di area vasta, utile a decongestionare il traffico urbano e creare veri microsistemi territoriali integrati,” spiega il gruppo.
È fondamentale sottolineare che il servizio in house non sarebbe entrato in conflitto con i gestori privati, ma avrebbe semplicemente coperto tratte, giorni e fasce orarie in cui il trasporto pubblico oggi è del tutto assente, lasciando studenti, cittadini e turisti senza alcun servizio.
Il capogruppo Cateno De Luca e il deputato Giuseppe Lombardo attaccano duramente Antonello Cracolici e Nuccio Di Paola, “che in Aula hanno affossato la norma portando esempi fuori contesto e dimostrando non solo scarsa conoscenza del tema, ma anche evidente malafede. Nessuna richiesta di chiarimento, solo un attacco strumentale.”
“L’ingerenza dell’ANAV, che ha tentato di dettare emendamenti direttamente in Commissione – fatto mai visto prima – dimostra quanto forti siano le pressioni di chi vuole continuare a lucrare su un sistema da un miliardo e mezzo di euro, tra contributi pubblici e ricavi. E chi prova a portare soluzioni concrete, come Sud Chiama Nord, viene ostacolato per compiacere alle lobby”.